La bici dopata, il video di Bufalino e le mosse dell’UCI
La bicicletta dopata in rete tiene banco. Un video realizzato da Michele Bufalino ha assunto portata internazionale, con, al momento, più di 1.600.000 visualizzazioni da ogni parte del mondo. Il gruppo Facebook da lui creato, "No alle bici dopate", che ha promosso anche su questo blog, conta al momento 800 iscritti. Il video comprende la prova di Cassani della bici motorizzata al processo alla tappa, il video promozionale della Gruber e spezzoni di Parigi-Roubaix e Giro delle Fiandre, in cui alcuni scatti di Cancellara sembrerebbero compatibili con l'uso di un motore del tipo in questione. L'UCI ha convocato una riunione con i rappresentanti dell'industria ciclistica per fare il punto della situazione.
Spulciando il regolamento dell'UCI si trova un quanto mai "profetico" riferimento regolamentare, al punto 1.3.010, che recita "La bicicletta deve essere solamente azionata, mediante trasmissione a catena, dalle gambe con movimento circolare, senza assistenza elettrica o di altro tipo". Al punto 1.2.098 afferma che, alla partenza, i commissari devono verificare che i corridori si presentino con l'equipaggiamento, bici compresa, corrispondente alle regole. Se le procedure di controllo durante le prove a cronometro sono ben regolamentate, non lo sono altrettanto i controlli delle bici nelle prove con partenza in linea. Non lo sono nemmeno i cambi delle biciclette con quelle di riserva prese dalle ammiraglie. L'articolo 1.3.019 b fissa il limite minimo in 6,8 Kg. Un peso superiore al limite minimo può mettere in allarme i giudici che ora, con il clamore che l'argomento ha suscitato, presterebbero attenzione. Ma se i corridori usassero batterie che consentono una minore autonomia, queste peserebbero di meno. Le batterie mostrate dalla Gruber consentono di erogare potenza da 45 minuti ad un'ora. Quanto peserebbe una con la carica sufficiente per uno o due scatti comunque in grado di condizionare una classifica? Quando si fissa un limite inferiore per il peso di un attrezzo sportivo, significa che la tecnologia permette di costruirne di più leggeri. Quanto si può scendere di peso senza comprometterne l'integrita strutturale? Ci starebbe un motore, in una bici non tanto pesante da insospettire i giudici? La batteria potrebbe essere collocata in una delle parti amovibili non considerate al momento del peso? Chissà che tipo di controlli scaturiranno da questa riunione e se saranno facilmente replicabili anche nelle corse della domenica?

