Sportydoo – Blog sulle attrezzature sportive
29ago/105

Bicicletta Carrera-Podium con motore elettrico: doping tecnologico pronto all’uso

La Carrera-Podium si prepara al grande lancio, articolo sulla gazza e prossima presentazione all'Eurobike. Si tratta di una bici con motore in grado di produrre 100 W per un'ora, oppure arrivare a 350 W per tempi di percorrenza che vanno a diminuire se si varia la mappatura. Senza contare la promessa dell'arrivo di batterie sempre più leggere. La motivazione ufficiale è quella di aiutare i cicloamatori poco in forma come per la ditta Gruber, divenuta nota come un'azienda in grado di produrre un motore elettrico che si poteva nascondere in una bicicletta da corsa, quando  si parlò della "bici dopata" al Giro d'Italia e prima dell'inizio del Tour de France.

Ora, alle competizioni maggiori sono arrivati gli scanner in grado di smascherare le bici truccate, e secondo il produttore basta pesare la bici per accorgersi dei chili in più: 9,8 invece dei 7,8 di quella con lo stesso telaio iPhibra oltre che identica in tutto e per tutto. Anche in questo caso, si sprecano tante energie per ribadire che il sistema è invisibile, che la borraccia è, in verità, una batteria. Ovviamente, il sistema è indicato per cicloamatori che fanno fatica ad arrivare in cima alla salita e non riescono, così, a godersi il paesaggio. Non basta scegliere una salita meno ripida o più corta? E' sport questo? Chi ti obbliga ad arrivare in cima?

Oppure "serve per fare gli allenamenti dietro a motore senza auto", dicono. Che questa comodità valga la spesa di 4000 euro è tutto da vedere.

Proviamo a pensare male. Il clamore suscitato dal caso della bici dopata e dal doping tecnologico fanno intravedere un potenziale mercato di ciclisti amatori disonesti che spenderebbero dai 13 ai 15 mila euro per avere una bici con un motore elettrico invisibile. Sarebbero dei pazzi, si sanzionerebbero da soli buttando dei soldi per far finta di avere delle capacità che non hanno. Il problema è, però, che alle gare amatoriali della domenica ci sono tante persone che fanno sacrifici per trovare il tempo di allenarsi e non si meriterebbero di avere il dubbio che qualcuno possa usare una bici di questo tipo. Perché a queste gare, di sicuro, non ci saranno gli scanner ed è presumibile pensare che non ci saranno neanche procedure di controllo del peso delle biciclette.

Personalmente, se fossi un ciclista amatore, non comprerei mai una bici così, ma nemmeno la versione senza motore che sicuramente è un ottimo prodotto, per evitare che qualcuno possa pensare che nasconda un motore. Chissà come andranno le vendite? Come verrà presa dal popolo delle due ruote la decisione di mettere in commercio un prodotto così, una bici con il motore elettrico che non si vede?

Per approfondire: video gazzetta1, articolo gazzetta, post sportydoo1, post sportydoo2, post sportydoo3

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Commenti (5) Trackback (1)
  1. Non sono più giovane ma faccio uscite con rgazzi 30-40 anni (io 65) in salita, e quando allungano ho difficoltà a rimanere a ruota, e con loro mi diverto, che male ci sarebbe se usassi un aiuto, per favore non chiamatelo doping, per me sarebbe un doping positivo (mi aiuterebbe a non fare certi fuori giri che lla mie etànon sono molto salutari)anche nelle mie uscite dolomitche, faccio qualche uscita a volte troppe lunghe, e sapere di avere a disposizione un eventuale aiuto mi darebbe più tranquillita. Chi dice che questo non è sport non ha capito come si dovrebbe usarlo.

  2. Non sono più giovane ma faccio uscite con rgazzi 30-40 anni (io 65) in salita, e quando allungano ho difficoltà a rimanere a ruota, e con loro mi diverto, che male ci sarebbe se usassi un aiuto, per favore non chiamatelo doping, per me sarebbe un doping positivo (mi aiuterebbe a non fare certi fuori giri che lla mie etànon sono molto salutari)anche nelle mie uscite dolomitche, faccio qualche uscita a volte troppe lunghe, e sapere di avere a disposizione un eventuale aiuto mi darebbe più tranquillita. Chi dice che usare questo non è sport non ha capito come si dovrebbe usarlo.

  3. non e’ giusto.Punto e basta.Faccio sacrifici per cercare di limare i miei limiti in salita rispetto i miei compagni,preferisco arrivare ultimo onestamente piuttosto che ricorrere a certi trucchi.Riguardo Piero,rispetto la tua eta’,pero’ uno deve anche fare uscite in base alla propria condizione

  4. Vorrei dire al signor Marco che dovrebbe vedere la cosa anche da un diverso punto di vista che non fare di ogni uscita una gara con gli altri e con sè stesso. Sono ormai tanti anni che esco con un gruppo di amici e per tanto tempo l’aspetto agonistico è stato un pò il sale delle nostre uscite, ma ora per qualcuno di noi l’età comincia a pesare e con l’età qualche acciacco inevitabile, ma la voglia di uscire ancora insieme senza condizionare qualcuno che ancora ne ha è forte, e allora io stesso ho consigliato ad alcuni di noi di prendere in considerazione una bici assistita, perchè alla fin fine quello che mi fà più felice è passare qualche ora insieme facendo qualcosa che ci piace e ci accumuna. Non ti pare un buon motivo ?

  5. Sono in completo disaccordo con marco 71 (che evidentemente ha 40 anni) e in sintonia con giuseppe. Anche noi siamo un gruppo di amici intorno ai 65 anni, che amiamo fare delle uscite amatoriali e non vedo per quale motivo le persone con meno forza o con qualche acciacco debbano essere condizionate. Quindi ritengo assolutamente positivo prendere in considerazione l’eventualità dell’uso di una bici assistita. Divertirsi e stare insieme è una cosa bellissima a tutte le età.


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